Ambienti

Campo della Fiera

Questa saletta vuole essere un cammeo di ricordi delle vecchie tradizioni di fiere, un “campo” verde nella memoria passata come segno ancora presente.
Gli arnesi che costellano la parete sono caveje, antichi perni sonanti che servivano per fissare il giogo dei buoi ai carri, cadenzando il ritmo del lavoro nei campi. E proprio nei giorni di fiera e di festa, dove gli animali erano in mostra per essere venduti. Questi “anelli” celebravano i fasti contadini e padronali, tintinnando verso il vento e la fatica dei buoi. A pochi passi da qui, camminando verso il campo del gioco del tamburello, si trovava il campo della fiera, adibito allo scambio del bestiame, alla celebrazione della festa di paese. Non solo: le grandi contrattazioni e la mostra dei buoi richiamava gente dai paesi circostanti. Le contrattazioni avvenivano in maniera serrata, come un rituale d’affari tra i più importanti del paese, tra saltimbanchi e giocolieri, cantastorie e caldarroste, piccole bancarelle di compaesani. Alcuni dei mangiari di strada sono ancora i piatti della nostra osteria, che scaldano l’anima al viandante: la trippa, la pasta fagioli, il vino e due chiacchiere… magari in dialetto.