Ambienti

Le stufe Tonino Guerra

L’idea delle stufe venne a Tonino Guerra a Leningrado, durante una visita al Palazzo del Barone Stigliz.
Nei sotterranei vi erano allineate una dozzina di grandi stufe settecentesche coperte di mattonelle di maiolica.
Tornato a Santarcangelo, pensò di ricreare, assieme ad un gruppo di artisti locali, delle presenze altrettanto suggestive. E così fu.

 

La struttura in metallo, finanziata dal Comune di Rimini e attuata dal fabbro Merluzzi, è nata da un progetto di Rita Ronconi; i rivestimenti, invece, sono realizzati dal “Gruppo dello Scarabeo” (Monelli, Bravura, Araldi) degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, guidati dal professor Stefano Mazzotti e di Romano Dal Fiume della Cooperativa Ceramica di Imola.

 

Delle 7 stufe originarie 5 si trovano nelle sale della Sangiovesa, nell’intento di aggiungere ai godimenti della cucina, un nutrimento magico per la memoria.

 

Stufa del “Vecchio Autunno” – Sala Malatesta
Opera di Francesco Montelli del Gruppo dello Scarabeo

Stufa “Dei ricordi perduti” – Sala Malatesta
Opera degli Allievi dell’Accademia delle Belle arti di Ravenna, sotto la guida del professor Stefano Mazzotti.

Stufa del “Tappeto in ombra” – Passaggio Nadiani
Opera di Romano del fiume della Cooperativa Ceramica di Imola.

Stufa della Fessura Profonda – Stalletta del Pidio
Opera di Mario Arnaldi del Gruppo dello Scarabeo.

Stufa degli oggetti in Ascolto – Saletta Cagnacci
Opera di Mario Arnaldi del Gruppo dello Scarabeo