un mosaico di emozioni
“L’ónica verità
ch’ò sintói tla mi vóit
l’è stoèal buséi dl òm
ch’a i ò vlu bén”
L’unica verità
che ho udito
in vita mia
sono le bugie dell’uomo che ho amato
Giuliana Rocchi
Ogni saletta nel locale rievoca la storia e le antiche tradizioni
romagnole, la cultura e l’arte dei tempi passati.
Dalla fonte
dell’amore nelle grotte risalenti circa all’anno mille, alla
saletta del teatro dei Condomini, che celebra i fasti del teatro
di paese. Dal tuffo nella saletta Valmarecchia alle caveje
antiche che battevano il tempo dei buoi.
Per ogni tavola una
storia. Per ogni piatto un incontro di sapori.
LE GROTTE E LE CANTINE
- Grotta Acerboli
- Cantina di Paolo e Francesca
- Sala dei Marini
- Sala dei Tavella
- Grotta delle Colombaie
La Grotta Acerboli
Dalla Sala Nadiani, superata la porta a vetri, si accede nel sotterraneo: un labirinto di cunicoli ingentiliti dagli archi e le volte scavate nel tufo.
Qui (il discorso vale anche per la Grotta delle Colombaie) aleggia il grande mistero che riguarda questi "apogei" che vede ancora oggi gli studiosi impegnati nella ricerca storica delle loro origini.
I locali pił significativi sono due: La Grotta Acerboli e la Cantina di Paolo e Francesca.
La Grotta riporta alla memoria il periodo alto-medievale del paese ("Basilica S.Arcangeli fondata in loco qui dicitur Acervolis", si legge nel Codice Bavaro degli anni 889-898 in riferimento alla pieve di S.Michele Arcangelo).
La cantina di Paolo e Francesca
Ricorda la passione
fra Paolo Malatesta (detto Paolo il Bello) e Francesca da
Polenta (meglio nota come Francesca da Rimini).
Una passione spezzata col sangue.
Tra
i possibili scenari del delitto dei due amanti, consumano
a cavallo fra gli anni 1283 e 1285 per mano di
Giovanni Malatesta (detto Ginciotto, ossia lo sciancato) si
annovera anche Santarcangelo.
Una candidatura che viene avanzata nel 1853 proprio da Monsignor
Marino Marini, prefetto degli archivi Vaticani.
Sala dei Marini
La Sala è intitolata alla memoria di due archeologi santarcangiolesi,
vissuti a cavallo fra il XVII e il XIX secolo, Monsignor Gaetano Marini che fu anche archivista del Vaticano, e suo nipote,
Monsignor Marino.
Gaetano, conosciuto in paese come Lele, è anche il nome dell'ultimo
discendente della casata. Di lui si ricordano le buone qualità di attore teatrale (era
nipote per parte di madre della grandissima attrice dannunziana
Teresa Franchini), la grande abilità nel gioco del biliardo
e la scarsa attenzione che poneva al denaro.
Sala dei Tavella
E' un ambiente raccolto, sovrastato da una grande volta, che "regala"
suggestioni carbonate.
Intima e segreta, la Sala dei Tavella ricorda
le gesta dell'antica famiglia di Santarcangelo che, intorno al 1326
non appena fu scomparso
Pandolfo, trovò
l'orgoglio di ribellarsi alla schiacciante egemonia dei Malatesta.
Conquistato il Castello e la Rocca del paese, i Tavella dovettero
inchinarsi solo qualche mese più tardi, al potere dei Balacchi,
altra potente famiglia del vicariato di Santarcangelo.
Per qualche tempo lo scontro fra le due casate insanguinò il
paese. Solo il prepotente ritorno dei Malatesta, oltre che soffocare
il sogno d'indipendenza dei Tavella e dei Balacchi, potè riportare
la quiete e la tranquillità a Santarcangelo.
La Grotta delle colombaie
La Grotta delle colombaie scende dolcemente dentro le viscere dell'Osteria.
Fino al cuore della Sangiovesa. Scavata nel tufo, la Grotta
delle colombaie ripropone la tipologia classica che caratterizza
molti cunicoli che si snodano nel sottosuolo del paese.
Una sorgente, intitolata alla legenda di Penelope attende il
visitatore al termine della discesa.
In epoche neppure tanto
remote gli abitanti del paese scendevano alla fonte nei periodi
di perdurante siccità certi di trovarvi l'acqua.
Accanto alla vasca, sotto una volta, scende nel terreno un pozzo antico.
Lungo le pareti della galleria si chiudono tante nicchie di
diversa forma e profondità che venivano sfruttate per
fare maturare il vino nelle botti. Oggi danno ospitalità,
e da qui il nome della grotta, ad alcuni curiosi modelli di colombaie
di tutto il mondo.


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