L’Osteria di Santarcangelo

Vuoi per il suo nome, che la rende persona, vuoi per la sua storia, che la vede testimone e baluardo inossidabile della romagnolità più vera, la nostra non è una semplice osteria, ma è cosa viva e tangibile nell’immaginario di tutti.

L’Osteria di tutti i Romagnoli, fatta di arte, racconti e ricordi custoditi con cura.
Storie di grandi signori, di Papi e di attrici, ma anche di gente semplice e sorrisi sinceri, di sagre di paese e fiere del bestiame; storie che si rincorrono fra salette concatenate e grotte che parlano di una continuità autentica, riflettendo lo spirito fondatore di Tonino Guerra e della famiglia Maggioli.

Fra gli antichi mattoni del Palazzo Nadiani e dietro le sue spesse porte di legno, batte un cuore robusto e amorevole: il cuore della tradizione, instancabile e materno.

Rispettiamo gli antichi valori, senza se e senza ma, da trent’anni.

La Sangiovesa è fatta così. 

E ve ne innamorerete all’istante.

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Santarcangelo e Palazzo Nadiani

La Sangiovesa, appoggia le sue fondamenta ricche di storia nel cuore di Santarcangelo di Romagna, un antico borgo a metà fra il mare Adriatico e le colline del Montefeltro, una bomboniera amata da tutti. Santarcangelo è un paesino d’altri tempi, ma vivace nella sua identità e nella sua storia.
La Sangiovesa è un’Osteria ricca di storia, che vive nell’antico Palazzo nobiliare che fu del conte Nadiani (1700 circa), e a cui il proprietario dott. Manlio Maggioli ha ridato splendore insieme a Tonino Guerra, amico di una vita, in sogno visionario fatto di tradizione, amore per il bello e convivialità che è ora La Sangiovesa.

I personaggi e le sale

Tonino Guerra

Tonino Guerra - poeta, sceneggiatore, pittore e intellettuale a tutto tondo - è stato una delle figure cardine per Santarcangelo, la sua città, e la Sangiovesa è stata uno dei luoghi simbolo della sua vita, la sua osteria che ha visto nascere fin da quando era solo una idea fra amici. 
Potremmo definirlo il padrino della Sangiovesa, perché tra queste mura, oltre che parti della sua vita e delle sue parole, si rivivono le cose che a lui erano più care: un certo modo di stare al mondo e di dare valore alle cose che contano davvero, accompagnate dal suo senso dell’ironia, l’intelligenza tagliente, l’occhio per le cose importanti, l’amore e la nostalgia per la vita di paese.

Guido Cagnacci

Spirito irrequieto e sregolato, Guido Cagnacci è uno dei pittori più affascinanti del Seicento italiano grazie al suo personale linguaggio, che sfugge a ogni tentativo di semplice categorizzazione.
Un artista dalla straordinaria sensibilità per le persone “comuni”, di tutti i giorni, ciascuna degna di attenzione e di essere rappresentata come umanità concreta, vigorosa, vera. Perché per sviluppare questo talento spesso occorre la magia di un piccolo borgo come Santarcangelo, in cui osservare, giorno dopo giorno, gli stessi volti, i gesti quotidiani, le esistenze.
Alla Sangiovesa sono esposte quattro delle sue opere: uno studio per La Maddalena penitente (1640); La Maddalena penitente (1640-42); la Testa di ragazzo cieco (1640-45); San Bernardino da Siena (1640-45).

Grotta delle Colombaie

La cittadina di Santarcangelo, come molti altri paesi della Romagna, è percorsa da una rete di grotte scavate dall’uomo nel tufo e nell’arenaria. La Grotta delle Colombaie, che ospita anche un pozzo di acqua sorgiva, è certamente il luogo più misterioso della Sangiovesa. Lungo le pareti della galleria si schiudono tante nicchie di diversa forma e profondità, che venivano sfruttate per fare maturare il vino nelle botti. Oggi danno ospitalità, e da qui il nome della grotta, ad alcuni curiosi modelli di colombaie di tutto il mondo.

Papa Clemente XIV

Una figura misteriosa quella di Papa Clemente XIV, nato a Santarcangelo di Romagna intorno al 1700, dedito per destino alla vita monastica e alla nomina di Papa e morto in circostanze non del tutto chiare… forse per avvelenamento in seguito all’enciclica che stabilità la soppressione dell’ordine dei Gesuiti. I suoi concittadini eressero in suo onore un suggestivo arco situato nella piazza principale del paese, iniziato nel 1772 e terminato nel 1777, a tre anni dalla sua morte. Nel 1802 i suoi resti mortali furono trasferiti nella chiesa francescana dei Santi XII Apostoli, dove fu collocato il suo monumento funerario, scolpito da Antonio Canova.

Conte Nadiani

Ogni Santarcangiolese della vecchia scuola ricorda bene il Conte Antonio Nadiani. Figura tanto elegante quanto misteriosa, il Conte viaggiava per l’Europa in lungo e in largo, stabilendosi in lontane città nordiche, tornando di tanto in tanto, d’estate, a soggiornare nel suo Palazzo, forse maledetto, forse pieno di infinite ricchezze e segreti. Storia e segreti che il Conte, in verità, aveva ben poco interesse a preservare: scapolo e senza figli, Antonio Nadiani vendette a poco a poco tutto il capitale di famiglia, con lo scopo di morire senza una lira, ma con alle spalle una memorabile vita fatta di cultura, viaggi e avventure. Morì a Ravenna, ormai ottantenne, fedele al suo spirito genuino e gaudente.

Eron

“Come può una bomboletta spray essere precisa come un pennello?” È questa la domanda che viene subito alla mente quando si poggia lo sguardo su una delle opere di Eron, artista italiano considerato tra i più dotati e virtuosi interpreti dell’arte figurativa e della pittura contemporanea internazionale ed uno dei più noti esponenti del graffitismo italiano e della street art a cavallo fra XX e XXI secolo. In Sangiovesa i suoi dipinti parlano di scene di vita quotidiana sospese, che emanano una dolce nostalgia di tempi passati o epoche mai vissute. Una sensazione resa ancora più vivida dallo stile inconfondibile dell’artista riminese, il cui tratteggio sfumato e leggero evoca ricordi sereni e pacificatori.

Teresa Franchini

Un’attrice dalla voce profonda e dalla presenza scenica di pregio, Teresa Franchini rappresenta il fiore all’occhiello di Santarcangelo di Romagna nel panorama artistico e culturale italiano. Apprezzata dai più grandi nomi della drammaturgia italiana e scelta anche dal grande Gabriele D’annunzio come spalla per Eleonora Duse, la Franchini fu da subito un personaggio originale e simbolo d’avanguardia. Alla Sangiovesa, custodite nelle nicchie della saletta del teatro Condomini, troverete i suoi cappelli di scena, un omaggio ad una figlia di Santarcangelo di cui tutti noi andiamo orgogliosi.

La cucina

La nostra cucina rispecchia la precisa volontà di portare in tavola piatti d’altri tempi, indimenticabili per la proposta, ma soprattutto per l’utilizzo di materie prime squisite e genuine.

Ingredienti da filiera corta, che arrivano dalla nostra Tenuta Saiano o da produttori di fiducia. Materie prime che porteremmo nelle nostre case, che cucineremmo per i nostri cari.

Ecco, la nostra è una cucina materna, fatta con lo stesso amore e rispetto insegnatoci dalle nostre nonne.

Il menù

Saldi nella nostra identità territoriale, applichiamo lo stesso spirito nello studio del nostro menù, seguendo il ciclo biologico delle materie prime, rigorosamente di stagione.

CARTA RISTORANTE CARTA VINI

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